Cerca
Close this search box.

Siamo vittime, più o meno consapevoli, di un disordine organizzato

di Filippo Torrigiani

Tutto è talmente fuori posto che più niente appare fuori luogo.

Come a larga parte (non a tutti, sia chiaro: sono molti, troppi, coloro che si impegnano affinché le cose vadano in questo modo) degli italiani anche al sottoscritto sarebbe piaciuto scrivere qualcosa che desse speranza e prospettive. Ma in questa stagione non ci è consentito: ci corre l’obbligo di avere l’onestà intellettuale e di considerare le cose per quello che sono.

L’Epoca in cui viviamo è contraddistinta da una serie di cortocircuiti che riproducendosi, senza soluzione di continuità, originano e accrescono le diseguaglianze tra le persone, traducendosi in sempre maggiori gravami di povertà, soprattutto per i più fragili. Buona parte di questi accadimenti è riconducibile al ‘Sistema predatorio’ sapientemente realizzato dai padroni del vapore di Rossiana memoria che nel concreto produce qual fenomeno che possiamo definire con l’appellativo di povertà indotta.

Tocca intanto partire da un assioma ovvero l’insoddisfazione: quel sentimento che viene creato nella società destinato ad incentivare il consumo ed incrementare di continuo la competizione. E tutto questo capita in un Paese profondamente malato, alcuni esempi:

  • l’economia del nostro Paese, da lungo tempo, è caratterizzata da una crescita stentata e da un debito pubblico di dimensioni enormi (2.840 miliardi di euro circa);
  • per “andare avanti” c’è bisogno di avere autorità quali l’Anac, la Procura nazionale Antimafia, la Commissione Parlamentare Antimafia (realtà il cui funzionamento ha costi altissimi);
  • che per incapacità o decisioni opposte alle norme comunitarie, dilapida circa 200 mila euro al giorno a titolo di penali alla Unione Europea (UE), soprattutto per violazioni nello smaltimento dei rifiuti e, più in generale, per il mancato o parziale rispetto delle norme ambientali (pari ad un ammontare di 550 milioni di euro nel periodo 2011-2019);
  • rovinato da un’evasione fiscale sconcertante, che supera i 100 miliardi di euro annui e nel quale la c.d. “economia non osservata” ne vale circa 200;
  • un Paese che del sistema concessorio e delle proroghe, a svantaggio dell’interesse collettivo,ha fatto una delle sue pratiche peggiori: gioco d’azzardo, acque minerali, spiagge etc.

In realtà si tratta solo di alcuni casi alla cui lista potremmo aggiungerne (purtroppo) molti di più. Di fronte ad evidenze così devastanti, senza naturalmente generalizzare, ciò che purtroppo è chiara, è la mancanza di gruppi dirigenti e politici per buona parte inadeguati al contesto: imprenditori che appaiono più “prenditori” che altro; politici inetti e incapaci di guardare ai problemi veri delle famiglie: nell’era digitale 4.0, dei viaggi di “sollazzo” nello spazio cosmico e della finanza che produce finanza a scapito del mondo del lavoro. L’inflazione del biennio 2022/2023 ha significato una stangata complessiva di + 4.165 euro a famiglia, Es: un mutuo a tasso variabile da 150 mila euro è costato quasi 4.400 euro in più all’anno rispetto al 2021 a cui si aggiungono energia, Cibo, spese mediche etc. Contingenze (indotte) che hanno reso gli italiani sempre più indebitati: a ricorrere a Finanziamenti è infatti l’85% della popolazione, con il caro-vita è cresciuto l’indebitamento delle famiglie, nel 2023 il debito medio è pari a 9.949 euro a cittadino, 22.674 euro a nucleo familiare. Dalla destra, e poi da “questa destra”, non c’è da aspettarsi niente se non qualche condono a favore dei ceti già agiati, ma il problema vero è che anche dal centro sinistra non arrivano le risposte che dovrebbero giungere. Imbarazzante, ultima in ordine temporale, la battaglia del ‘partito dei Sindaci’ per ottenere la possibilità del terzo mandato amministrativo: a seguito degli ultimi tagli a scapito della Sanità Pubblica, ci saremmo aspettati una ribellione dai presidenti delle Regioni e dei sindaci di centro sinistra: in dieci anni, infatti, dal 2010 al 2020, i tagli alla Sanità pubblica sono stati di 37 miliardi di euro (tra ospedali, medicina territoriale, macchinari, etc.) ma invece niente. Segno dei tempi, di una classe politica inadeguata ma anche di una società, talvolta indifferente e anche rassegnata che non si reca più neanche a votare. “Il corridoio si è riempito di una mandria di mucche” ma a pochi sembra interessare.