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Piani Urbani Integrati e fondi Pinqua, così Roma diventa la città della riqualificazione e rigenerazione urbana

di Massimiliano Baldini

L’intervento Piani urbani integrati è dedicato alle periferie delle Città Metropolitane e prevede una pianificazione urbanistica partecipata, con l’obiettivo di trasformare territori vulnerabili in città smart e sostenibili, limitando il consumo di suolo edificabile. Nelle aree metropolitane si potranno realizzare sinergie di pianificazione tra il Comune “principale” ed i Comuni limitrofi più piccoli con l’obiettivo di ricucire tessuto urbano ed extra-urbano, colmando deficit infrastrutturali e di mobilità.

Gli interventi potranno anche avvalersi della co-progettazione con il Terzo settore ai sensi dell’art. 55 decreto legislativo 3 luglio 2017 n.117 (Codice del Terzo settore, a norma dell’art.1, comma2, lettera b) legge 6 giugno 2016, n.106) e la partecipazione di investimenti privati nella misura fino al 30 per cento. Obiettivo primario è recuperare spazi urbani e aree già esistenti allo scopo di migliorare la qualità della vita promuovendo processi di partecipazione sociale e imprenditoriale. I progetti dovranno restituire alle comunità una identità attraverso la promozione di attività sociali, culturali ed economiche con particolare attenzione agli aspetti ambientali.

L’investimento prevede la predisposizione di programmi urbanistici di rigenerazione urbana partecipati, finalizzati al miglioramento di ampie aree urbane degradate, alla rigenerazione, alla rivitalizzazione economica, con particolare attenzione alla creazione di nuovi servizi alla persona e al miglioramento dell’accessibilità e dell’intermodalità delle infrastrutture anche allo scopo di trasformare territori metropolitani vulnerabili in territori efficienti, sostenibili e produttivi aumentando, ove possibile, il loro valore.

A Roma la giunta Gualtieri, ha avviato tre Piani Urbani Integrati finanziati (PUI) con il PNRR per rigenerare altrettanti quartieri periferici per cui sono stati ottenuti 180 milioni di euro.

Interventi che riguarderanno il Santa Maria della Pietà (restauro e rifunzionalizzazione di 11 padiglioni dell’ex ospedale psichiatrico, valorizzazione del parco monumentale ed eliminazione del villaggio della solidarietà di Lombroso), Corviale (innovazione sociale ed economia solidale, miglioramento della qualità dell’abitare, riqualificazione di spazi pubblici, valorizzazione parco est, piste ciclopedonali, ristrutturazione di immobili pubblici) e Tor Bella Monaca – Tor Vergata (rigenerazione edilizia, ambientale e sociale, ludoteca, Hub delle energie, potenziamento degli spazi pubblici, nuova rete ciclopedonale verso la metropolitana, connessioni con l’Università e con il complesso delle Vele di Calatrava).

Insieme ai Piani Urbani Integrati, è in corso di realizzazione un’altra importante iniziativa di rigenerazione finanziata dal PinQua – Piano Nazionale per la qualità dell’Abitare: tre interventi, Tor Bella Monaca, Via del Porto Fluviale e via Cardinal Capranica, per un investimento complessivo di 55 milioni di euro non solo per riqualificare e incrementare il patrimonio destinato all’edilizia residenziale sociale ma anche per rigenerare il tessuto socio-economico, incrementare l’accessibilità, la sicurezza e la rifunzionalizzazione di spazi ed immobili pubblici, migliorare la coesione sociale e la qualità della vita dei cittadini.

A Tor Bella Monaca il progetto già avviato insieme al PUI, riguarda il recupero della quota di proprietà di Roma Capitale all’interno del comparto R5 – Via dell’Archeologia finalizzato al miglioramento delle prestazioni tecnologiche, energetiche ed ambientali dell’immobile con il contestuale ripensamento dell’offerta abitativa coerentemente con le trasformazioni dei nuclei familiari avvenute negli ultimi anni, con particolare importanza ad aumentare la dotazione di nuovi servizi capaci di accrescere e rinnovare il senso di comunità e divenire occasioni per lo sviluppo di occupazione. Le finalità del progetto, oltre la ristrutturazione e l’adeguamento dell’edifico esistente, sono dunque quelle di contribuire alla rigenerazione del tessuto urbano e sociale, costo complessivo: circa 40 milioni di euro.

Agli ex Magazzini Militari di Via del Porto Fluviale – Ostiense. Il progetto nasce da un percorso di rifunzionalizzazione di un immobile dismesso, attraverso l’individuazione e utilizzo di modelli e strumenti innovativi di gestione, inclusione sociale e welfare urbano. Il programma riguarda il recupero e la trasformazione di un edificio di archeologia industriale vincolato. L’obiettivo è di realizzare un edificio residenziale con un percorso partecipato, costruendo allo stesso tempo un modello di gestione con le associazioni del territorio per la gestione degli spazi comuni, della nuova corte pubblica e dei nuovi servizi che animeranno il piano terra, Costo complessivo: 15 mln di euro.

All’ex I.I.S. Don Calabria in via Cardinal Capranica – Primavalle – è prevista la sostituzione edilizia con la demolizione della ex scuola per la realizzazione di un nuovo edificio residenziale. Sarà così trasformata in tante piccole abitazioni, la Giunta Gualtieri ha già avviato il recupero dello stabile. Un intervento che guarda alla rigenerazione di aree e spazi già costruiti, soprattutto ad alta tensione abitativa, incrementando la qualità ambientale e migliorando la resilienza ai cambiamenti climatici riducendo l’impronta a terra e sviluppando aree verdi e permeabili per l’uso comune.

Il nuovo immobile sarà destinato prevalentemente ad ERP (Edilizia Residenziale Pubblica) con parti minori di Housing Sociale e Cohousing con l’obiettivo di puntare all’innovazione tipologica nella sua forma più ampia, dall’alloggio alla forma aggregativa nell’interazione tra spazi comuni e spazi privati. In particolare: 63 appartamenti, social housing, 7 alloggi, ecohousing per un totale di 70 alloggi di diverse dimensioni. Al piano terra si troveranno servizi pubblici gestiti da associazioni culturali o no profit tra cui un centro anziani, una ludoteca, un laboratorio/osservatorio di quartiere, uno spazio per lo svolgimento di attività di intrattenimento e un centro per le attività culturali. Spazi flessibili che possono ospitare attività diverse, costo di circa 24 milioni di euro.