Sport e azzardo non hanno nulla in comune

Stefano Vaccari

di Stefano Vaccari

Ieri a Bologna presso la sede di Coalizione Civica abbiamo approfondito il tema dell’azzardo e dei risvolti sociali, economici e di legalità che si porta con se. Lo abbiamo fatto a partire dai dati che oggi e’ sempre piu difficile ottenere e dalle esperienze concrete dei Giocatori Anonimi e dei servizi che si occupano di curare e assistere giocatori e loro famiglie. Abbiamo parlato anche del tema della pubblicità dell’azzardo ed ho ricordato l’ultimo esempio in ordine di tempo che scardina e aggira il divieto che esisteva nelle norme italiane.
Betsson Group è una delle principali realtà internazionali nel settore del gioco online. Nel 2024 ha esteso la propria presenza in Italia con il lancio di Betsson Sport e Casinò, offrendo scommesse sportive, casinò, poker, bingo e gratta e vinci. Tutto regolare ovviamente . L’azienda opera con concessione ADM n. 15444, rilasciata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, garanzia formale di legalità e sicurezza per gli utenti italiani.
Ma la questione non può esaurirsi nella regolarità amministrativa.
Parliamo d’azzardo. E in Italia il confine tra “legale” e “problema sociale” è spesso sottile. Le cronache raccontano di indebitamento, famiglie in difficoltà, dipendenza patologica, fallimenti personali. Raccontano anche di come il gioco rappresenti una voce importante per le entrate dello Stato, che rimane tuttavia costante nel tempo da decenni nonostante l’ampliamento esponenziale del volume del giocato
L’altra faccia della medaglia, però, è ben più drammatica. Ludopatia, crack finanziari, vulnerabilità che possono sfociare nelle reti dell’usura e delle mafie e criminalità organizzata.
Oggi il settore investe massicciamente nello sport. Sulle maglie di squadre blasonate come l’Inter campeggia il marchio Betsson. L’ultimo spot pubblicitario con campioni come Cannavaro, Totti e Baggio rafforzano il messaggio. Tutto legittimo, certo. Ma profondamente discutibile e contraddittorio rispetto al ruolo dello sport e del gioco, profondamente e culturalmente diversi dall’azzardo.
Lo sport incarna lealtà, rispetto, disciplina, sacrificio, spirito di squadra. È educazione, soprattutto per i giovani. Le scommesse e spesso quelle illegali come testimoniano le inchieste che hanno coinvolto calciatori e società, non condividono questi valori. Non li rafforzano. Non li rappresentano. Le minano alle fondamenta.
Accostare l’azzardo ai simboli dello sport significa sovrapporre due mondi che non hanno nulla in comune. Ed è proprio questa sovrapposizione a lasciare un senso di profonda amarezza e a stimolare a proseguire l’impegno perché non prenda piede l’assuefazione all’azzardo e alle sue conseguenze.

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