Roma e l’Urbanistica di Genere, per una città più accessibile, inclusiva e sicura.

Massimiliano Baldini

di Massimiliano Baldini

“La città non deve essere un privilegio, un premio o una conquista sociale. Per sua costituzione è il luogo dove una persona appartiene a una comunità, in quanto suo diritto inalienabile”, questo dice Elena Granata professoressa di Analisi della città e del Territorio e Urbanistica al Politecnico di Milano, in un suo libro recentemente pubblicato da Einaudi “La città è di tutti”.

Roma Capitale sembra sposare questa filosofia e sceglie di ripensarsi attraverso lo sguardo di genere, riconoscendo che progettare a partire dall’esperienza delle donne significa costruire spazi, servizi e mobilità più equi, sicuri e accessibili per l’intera collettività, e lo fa con il primo dei Quaderni della città che cambia “La prospettiva dell’urbanistica di genere a Roma. Come orientare lo sviluppo della città verso accessibilità, partecipazione, sicurezza e inclusione”.

Roma si trova oggi davanti a una sfida cruciale: costruire una città più sostenibile e prossima, in linea con l’Obiettivo 11 dell’Agenda 2030. Le evidenze raccolte negli ultimi anni – dall’indagine Spatium Urbis ai primi dati sulla mobilità di genere – mostrano come donne, anziani, bambini, persone con disabilità, comunità LGBTQI+ e persone con background migratorio vivano la città con maggiori difficoltà in termini di sicurezza, mobilità e accesso ai servizi. Una condizione che riflette differenze strutturali nei vissuti urbani e una persistente sotto rappresentazione delle donne nei processi decisionali e progettuali.

Il Quaderno – presentato la scorsa primavera presso l’Urban Center Metropolitano di Viale Manzoni 34 a  Roma – segna un passaggio strategico in questa direzione e nasce dalla collaborazione tra Roma Capitale – Assessorato all’Urbanistica, Human Foundation e Risorse per Roma per affrontare il tema dell’urbanistica di genere come leva strategica per una città più equa e attenta ai bisogni delle persone e per fornire strumenti concreti di progettazione e intervento. Le indicazioni saranno testate nell’ambito del quartiere Spinaceto con interventi di urbanistica tattica orientati alla dimensione di genere, in continuità con l’intervento del Programma “15 Municipi, 15 progetti per la città in 15 minuti” a Largo Niccolò Cannella.

Il documento è arricchito dal contributo di istituzioni, università, architette, studiosi e studiose coinvolti in focus group dedicati. Il Quaderno offre a funzionari e decisori pubblici un insieme di strumenti operativi – casi studio, indicazioni preliminari, domande guida – per integrare la prospettiva di genere in tutte le fasi delle politiche urbane, dalla pianificazione alla valutazione.

Con questo lavoro, Roma compie un passo decisivo verso una strategia sistemica di urbanistica di genere, allineandosi alle migliori pratiche italiane ed europee – da Parigi a Vienna, da Torino a Barcellona – e rafforzando in questo modo una visione di città più prossima, sicura e inclusiva.

L’urbanistica di genere diventa così una leva per ripensare spazi, servizi e mobilità con maggiore attenzione ai bisogni reali delle persone, a partire da quelli delle donne, riconoscendo che una città in cui le donne vivono pienamente è una città migliore per tutte e tutti.

Roma Capitale conferma così il proprio impegno nel promuovere modelli di sviluppo urbano innovativi e inclusivi, capaci di rispondere alle sfide sociali contemporanee e di generare valore per la collettività.

Obiettivi generali dell’urbanistica di genere:

  • Prendere in considerazione tutti i diversi vissuti, punti di vista, pratiche, necessità e risorse delle e dei city users, in particolare di quei gruppi che raramente vengono presi in considerazione;
  • Garantire diritto alla città a tutte e a tutti, in termini di accessibilità, partecipazione, inclusività, protagonismo, rappresentatività, prossimità;
  • Ridare centralità al ruolo dell’urbanistica nel promuovere il cambiamento sociale, riconoscendo al contempo la necessità di un’azione multiscalare, intersettoriale e interdisciplinare;
  • Mettere al centro della pianificazione materiale e immateriale della città la riproduzione sociale, la cura, la sostenibilità della vita urbana;

La giunta Capitolina ha intenzione di proseguire lungo questa strada, che porta alla realizzazione di una città di tutti. Lo farà seguendo un percorso di partecipazione ed ascolto, lo farà coinvolgendo i cittadini, le scuole,  le associazioni, i comitati presenti nei vari Municipi. Lo farà anche utilizzando la rete dei Poli Civici presenti in città e gli spazi e le competenze del nuovo Urban Center Metropolitano. 

Il link per scaricare il Quaderno “La prospettiva dell’Urbanistica di Genere a Roma”: https://www.comune.roma.it/web/it/attivita-progetto/urbanistica-di-genere.page

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